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Surf Scuola - Corsi di Surf - Surf in Italia

Il surf (in hawaiiano he'e nalu, "scivolare sulle onde") è uno sport acquatico che consiste nel "cavalcare" le onde utilizzando una tavola da surf (o surfboard).

La tecnica consiste nel planare lungo la parete dell'onda, restando in piedi sulla tavola.
È possibile eseguire una serie di manovre a seconda della velocità e della forma della parete.
Le tavole hanno misure che variano non solo in base all'altezza e al peso dell'atleta, ma anche in base allo stile ed alla dimensione dell'onda.

Il surf è un’attività dei giochi mondiali, manifestazione che racchiude sport non inclusi tra i giochi olimpici.
Le prime testimonianze del surf si hanno nel diario di bordo del capitano James Cook (scopritore delle Hawaii).
In tale diario il capitano Cook parla di polinesiani che, a cavallo delle onde a bordo di surf di legno rudimentali, provavano un'immensa gioia nel farsi trasportare dalle onde. Le prime rudimentali tavole erano solitamente costruite legando assieme tre tronchi cavi piegati verso l'alto sulla prua.
Un basilare contributo alla diffusione del surf dalle Hawaii verso il resto del mondo venne dall'hawaiano Duke Kahanamoku, campione di nuoto, che nel corso dei suoi viaggi agonistici portò il surf sulle coste statunitensi ed australiane.
La massima diffusione del surf da onda si è avuta negli anni sessanta e settanta, quando le onde venivano surfate su tavole piuttosto grosse (longboard).
Una svolta significativa è stata data dall'invenzione dello shortboard (tavoletta), di misura più piccola e con tre pinne (thruster).

Dalla metà degli anni ottanta ai giorni attuali la tecnica si è evoluta particolarmente in fatto di velocità e alla ricerca di manovree aeree. Uno dei personaggi più celebri del surf da onda a livello mondiale è stato Greg Noll, "Da bull", che divenne famoso a cavallo tra gli anni '50 e '60.
Il surfista che ha vinto più titoli e competizioni in assoluto è Kelly Slater, che nel 2008 ha firmato per la nona volta la vittoria del campionato mondiale professionisti all'età di 36 anni.
L'abbigliamento utilizzato nella pratica del surf varia in base a fattori come temperatura dell'acqua, stagione nella quale si affronta il mare, latitudine alla quale ci si trova e in base al tipo di fondale che caratterizza lo sport. Nelle acque fredde si utilizza una muta, che varia in spessore e in forma a seconda della stagione e dalla temperatura dell'acqua, mentre in acque calde vengono utilizzati dei pantaloncini corti con la gamba che arriva fino al ginocchio, oltre ad una leggera maglia a maniche corte in tessuto sintetico.

La muta da surf deve possedere caratteristiche molto diverse rispetto alle mute subacquee tradizionali. Deve avere proprietà fortemente elastiche per non ostacolare il movimento di gambe e braccia, impedire un eccessivo ricambio d'acqua frequente ed avere cuciture resistenti e ben protette. In particolari condizioni di basse temperature, di solito si utilizza anche una leggera maglia in tessuto sintetico da indossare sotto la muta.

I pantaloncini della tenuta estiva sono realizzati con un particolare tipo di materiale che non aderisce alla pelle anche quando bagnato. In questo modo si ha il duplice effetto di permettere il movimento libero delle gambe e di proteggere la parte interna del ginocchio dal continuo sfregare sulla tavola dovuto alla posizione seduta che si assume quando si attende l'onda. La maglia sintetica, inoltre, impedisce di graffiarsi il petto quando si nuota con il ventre sulla tavola.
Altra parte importante dell'abbigliamento sono i calzari, che si utilizzano solo in condizioni particolari, come temperatura dell'acqua molto bassa o fondale ricco di ricci di mare.

I calzari da surf si differenziano da quelli utilizzati per le immersioni per il fatto che sono leggeri e molto flessibili, con uno strato di gomma sulla suola che permette di far aderire il piede alla tavola, e inoltre hanno un incavo che separa l'alluce dalle altre dita del piede, permettendo una maggiore sensibilità nelle manovre.

Un'attenzione particolare merita la categoria dei "surfisti" (surfers) che non è omogenea come dall'esterno si potrebbe immaginare.
Va detto che con il termine "surfista" non ci si riferisce necessariamente ad un atleta che pratica il surf a livello agonistico, bensì ad una qualsiasi persona che cavalca le onde anche solo per puro divertimento.