Il Rafting è una disciplina sportiva a tutti gli effetti e consiste nella discesa di un fiume su un particolare gommone inaffondabile e autosvuotante. L’equipaggio, composto solitamente da 4-8 persone, conduce e guida il gommone tra le rapide del fiume grazie all’utilizzo delle pagaie, appositi remi da rafting.
Il Rafting nasce negli anni 50 in America e trae origini dall’antica tradizione indiana di attraversare fiumi poco ospitali a bordo di imbarcazioni consistenti in canoe di legno ricoperte di pelle.
In realtà, andando indietro con il tempo, le prime avventure fluviali risalgono ai gorghi dell’Eufrate, attraversati dai babilonesi su otri di pelle gonfiati d’aria.
Il Rafting prende piede in Italia nel dicembre del 1987 grazie alla passione di un gruppo di rafter che fondano a Milano l’Associazione Italiana Rafting (AIRAF). Questo evento rappresenta l’esordio ufficiale del Rafting Italia il cui primo campionato si tenne nel 1988 con la partecipazione di 15 imbarcazioni. Nel corso degli anni il numero di imbarcazioni partecipanti è aumentato sempre più, così come si è perfezionato il Regolamento Tecnico di Gara valido a livello internazionale.
Il termine Rafting deriva dal verbo inglese “to Raft” che significa “navigare su una zattera”, infatti il rafting attrae amanti del brivido e della sfida con la natura che si cimentano in discese fluviali rapide e tumultuose a bordo di un gommone opportunamente preparato.
Ai giorni nostri, i gommoni per praticare il Rafting sono a cinghia pneumatica, costruiti con materiali garantiti e resistenti all’usura e alle forti sollecitazioni provocate nelle discese delle rapide. Il materiale indispensabile è solitamente composto da: muta in neopreno da 5mm o 3mm, giacca ad acqua tipo K-way un po’ più spesso, giubbotto salvagente, calzari, casco e pagaia.Il successo del Rafting è dovuto al fatto che si tratta di uno sport alla portata di tutti. Contrariamente a quanto si pensi, la discesa ed il superamento di impervidi corsi d’acqua, non rappresenta uno sport eccessivamente pericoloso se si è a conoscenza di particolari tecniche di base per affrontare le difficoltà che possono insorgere nella discesa di un fiume. In fondo il rafter ha bisogno di poche nozioni di base: è indispensabile saper nuotare e dopo aver seguito un breve corso introduttivo, è importantissimo affidarsi all’esperienza delle guide che conoscono percorsi e segreti delle correnti, ed eseguire alla lettera gli ordini impartiti dalla guida.
Ma soprattutto, per praticare Rafting è necessaria una forte spinta all’avventura e all’adrenalina nel rispetto della natura! I fiumi navigabili sono classificati con una scala di difficoltà da facile a difficile.