Il Paracadutismo è quella attività, sportiva o militare, di saltare nel vuoto da quote ragguardevoli, lanciandosi solitamente da un aereo o un elicottero con l’ausilio di un paracadute come strumento per rallentare la caduta e consentire un atterraggio sicuro.
Paracadutismo è caduta libera, velocità allo stato puro, il corpo umano immerso nell’aria diventa vettore di se stesso riuscendo a compiere qualsiasi evoluzione impossibile da ripetere nella vita quotidiana che ci vede vivere la vita con i piedi per terra.
Oggi i mezzi per volare sono tanti (aerei, elicotteri, mongolfiera etc.), ma rimangono un mezzo tra se stessi e l’aria, mentre quando si vola utilizzando solo il proprio corpo si prova un esperienza che coinvolge la mente in modo totale e amplia la conoscenza e consapevolezza di se stessi.
Il Paracadutismo nasce in ambiti militari per fare atterrare le truppe in zone non consone all’atterraggio dei velivoli. Successivamente però, con l’introduzione del paracadute a profilo alare, il paracadutismo si è diffuso come pratica sportiva.
Il principio fisico di base del paracadutismo, nasce dall’idea di Leonardo Da Vinci che per primo pensò ad un cono rovesciato in grado di rallentare la caduta di un corpo immerso in un fluido.
La prima scuola di paracadutismo militare nasce a Castel Benito (Libia) a metà degli anni ’30. Da allora le tecniche di volo umano abbinate al paracadute e le tecnologie dei materiali impiegati, si sono evolute insieme allo sviluppo del paracadutismo sportivo.
Tra la fine degli anni ’50 e l'inizio degli anni ‘60, aviatori di USA e URSS effettuarono lanci da palloni aerostatici posti ad alta quota per mettere a punto i sistemi di salvataggio delle capsule destinate ai futuri voli spaziali con uomini a bordo. In uno di questi lanci l'americano Joseph Kittinger conquistò il record del mondo per il lancio più alto effettuato da 31.300 metri.
Prima di praticare Paracadutismo è indispensabile effettuare un corso di formazione ed ottenere il brevetto da paracadutista. Il primo corso di A.F.F. (Accelerated Free Fall) fu indetto negli Stati Uniti agli inizi degli anni '80. Un corso di A.F.F. dura circa due weekend ed è composto da lezioni teoriche e sette salti in caduta libera da circa 4.300 metri. Ogni salto rappresenta un livello necessario per passare a quello successivo. Nei primi tre salti l’allievo è sostenuto da due istruttori nella caduta libera. Numero che si riduce ad uno fino ad arrivare all’ultimo lancio che l’allievo compie completamente da solo. Verranno utilizzati paracadute appositamente costruiti per allievi, con facilità d'apertura e morbidi atterraggi. Per chi voglia provare l’ebbrezza di volare, ma non ha il brevetto e quindi le capacità per farlo da solo, può rivolgersi a centri di volo specializzati e lanciarsi “in Tandem”. Il Lancio Tandem è un lancio con paracadute biposto che si effettua saldamente agganciati ad un paracadutista Istruttore, mediante una speciale imbracatura.
Dopo un briefing a terra di circa 15 minuti, si sale sull’aereo e si va in quota. A circa 4.300 metri di quota, ci si lancia in caduta libera. Il paracadute viene aperto a 1.500 metri di quota e solitamente l’istruttore lascia pilotare il paracadute al praticante per qualche momento prima di atterrare dolcemente sull’erba.
Se richiesto, volerà con il praticante anche un paracadutista con telecamera per immortalare questa straordinaria esperienza.
Il paracadute Tandem è costruito per sostenere due persone imbracate insieme. Inoltre dà la possibilità di uscire fuori dall’aereo con volo stabilizzato da un piccolo paracadute (il pilotino) che servirà poi all'apertura di quello principale. Il tandem permette di volare per circa settanta secondi a 50 m/s (ovvero a circa 180 km/h), finché l’istruttore non aprirà il paracadute a circa 1500 metri. Il paracadute tandem è molto più grande di uno normale, sorregge tranquillamente due persone e consente un morbido atterraggio.
In tutto il lancio in Paracadute, il momento sicuramente più adrenalizzante è la Caduta Libera.
Nella caduta libera il paracadutista si pone in posizione orizzontale, con braccia e gambe leggermente divaricate ed il bacino proteso in basso, in modo che il corpo assuma un profilo arcuato che consente di "stabilizzare la caduta", sia nel senso di seguire un asse verticale di discesa, sia nel senso di evitare rotazioni sull'asse di caduta stesso. In queste condizioni, la velocità limite equivale circa a 180 km/h, e corrisponde alla velocità minima che può essere mantenuta in caduta libera, adatta all'apertura del paracadute che rallenterà la discesa.
La pratica di questo sport avviene necessariamente in luoghi attrezzati per il decollo e l'atterraggio del velivolo utilizzato per portare i paracadutisti in quota, luoghi dotati molto spesso di una scuola autorizzata per l'addestramento degli aspiranti skydiver.
Il Paracadutismo Sportivo (in inglese skydiving) si pratica da una quota di 4500 metri per poi aprire il paracadute normalmente ad una quota consigliata di 900-800 metri, o 1500 metri per i lanci di addestramento ed i lanci in tandem, dopo una caduta libera di circa un minuto. La quota minima di apertura del paracadute è fissata in 750 metri. In ambito agonistico si distinguono diverse specialità.
Con il paracadute si avvera quindi il sogno dell’uomo di VOLARE.