L'hydrospeed è uno sport fluviale caratterizzato dal fatto che si scendono le rapide del fiume con l’ausilio del corpo.
Con l’hydrospeed non c’è pericolo di cadere in acqua…si è già in acqua!
Questo è il nuovo ed affascinante modo di scendere nella corrente, con le rapide del fiume che ti avvolgono e di trasmettono la loro energia.
L’hydrospeed non è uno sport difficile, né ci vuole tanta forza fisica e psichica, basta assecondare le linee d’acqua del fiume e rispettare e seguire le indicazioni di una guida esperta che aiuta a svelare i segreti del fiume facendo divertire il praticante di hydrospeed in tutta sicurezza.
L’hydrospeed in concreto è un piccolo Bob in plastica galleggiante che lo sportivo deve tenere ben saldo con le mani in modo tale da poter flottare con sicurezza nelle rapide. L’hydrospeed ha infatti una duplice funzione: proteggere l’atleta dagli urti contro le rocce e offrire un punto d'appoggio. Oltre all’hydrospeed inteso come bob, tra le attrezzature necessarie per praticare tale disciplina vi è la muta neoprene di 5mm di spessore e fornita di imbottiture per proteggere dal freddo delle acque, che in genere sono frutto del disgelo estivo di nevai e ghiacciai; il casco; il giubbotto salvagente; e le pinne indispensabili per dare la giusta propulsione ed affrontare i vari passaggi. L’hydrospeed è una disciplina che nasce in Francia verso la fine degli anni cinquanta come nuoto in acqua viva seguendo la corrente. Nasce come discesa senza l’ausilio di alcun tipo di bob. Memorabile è infatti la discesa del fiume Saint Laurent e del Fraser in Canada da parte di Louis Lourmais negli anni 60, effettuato esclusivamente con l’ausilio di muta, pinne,maschera e boccaglio.
La svolta si ha quando tre parigini, addetti alla costruzione di ponti e strade, hanno introdotto nel nuoto in acqua viva un galleggiante. Inizialmente si trattava di una camera d’aria avvolta da un sacco postale che assicurava un punto di appoggio e di sicurezza per l’atleta. Successivamente il sacco postale fu sostituito dal tessuto neoprene, in quanto più resistente.
Nel corso dagli anni il “galleggiante” venne perfezionato sempre più in quanto si vedeva in tale attrezzo un punto importante non solo per appoggio e galleggiante, ma anche come protezione del corpo dell’atleta dagli ostacoli che si possono incontrare durante la discesa di una rapida.
Ispirandosi alle attrezzature usati dagli speologi per attraversare laghi sotterranei, all’hydrospeed vengono aggiunte delle impugnature, delle protezioni in plastica e si cerca di dare idrodinamicità all’attrezzo.
Nel 1978 nasce il primo e vero hydrobob con il nome di Hydrospeed. Il prototipo così prodotto fu presentato al Salone delle Invenzioni e delle Nuove Tecniche di Ginevra ed ottenne la medaglia d’argento.
In Italia la comparsa dell'hydrospeed è molto ritardata, avviene solo verso l'inizio degli anni novanta. L'Associazione Italiana Hydrospeed (A.I.HYDRO) è stata fondata l'8 settembre 1991, ed è costituita da società sportive, turistiche o naturalistiche.
Per praticare l’hydrospeed basta saper nuotare ed avere voglia di sentirsi un tutt’uno con il fiume.