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Deltaplano

Il Deltaplano, detto anche “Ala Rogallo” (dal nome del suo inventore) è un mezzo progettato per il volo da diporto o sportivo, ovvero per il volo libero. Consente un'attività che sta tra lo sport e l'hobby. Per i bassi costi di acquisto, di utilizzo e di manutenzione, il deltaplano è stato lo strumento che ha aperto la strada del volo a molti appassionati che non avrebbero potuto, altrimenti, vivere tale notevole esperienza. Dopo la comparsa del parapendio (ancora più semplice e meno ingombrante), il numero di deltaplanisti amatoriali si è notevolmente ridotto, mentre si è andata sviluppando l'attività agonistica, favorita dalle maggiori prestazioni del deltaplano stesso.

Un deltaplano è composto essenzialmente dalla vela, tubi, cavi e bulloneria, imbragatura:

La vela è realizzata in tessuto sintetico e deve presentare le caratteristiche di resistenza, leggerezza e di scarsa deformabilità (la vela è sottoposta, durante il volo, ad una continua trazione).

I tubi sono in leghe leggere di alluminio e vengono sottoposti quasi esclusivamente a trazione e compressione lungo il loro asse principale.

I cavi sono di acciaio intrecciato (fino a 92 singoli fili) con carichi di rottura (in trazione) varianti tra i 400 ed i 600 kg. Spesso i cavi sono ricoperti di materiale plastico trasparente per controllare i fili a vista.

La bulloneria rappresenta la parte più sovradimensionata di tutta la struttura e, dunque, quella meno incline a rappresentare un limite di resistenza per l'apparecchio.

L'imbracatura consentire al pilota un aggancio sicuro al deltaplano, permette di eseguire le manovre necessarie, garantisce una posizione confortevole e ripara dal freddo. I punti indispensabili di aggancio del pilota sono comunque le spalline ed i cosciali. I primi modelli erano a 'seggiolino', ma per questioni di maneggevolezza e di aerodinamica sono stati sostituiti da quelli in cui il pilota si stende prono.

Il deltaplano è uno dei pochi velivoli che può essere guidato attraverso il solo spostamento di peso del pilota. Il pilota , infatti, durante il volo si trova appeso al baricentro dell'apparecchio e libero di oscillare. Per sostare il deltaplano il pilota agisce con tecniche specifiche:

  • Arretrando il proprio peso il deltaplano viene spinto in avanti
  • Avanzando il proprio peso, si tira il deltaplano a sé per picchiare;
  • Spostandosi lateralmente si effettua un rollio a destra o a sinistra.

Combinando questi comandi in modo opportuno è possibile effettuare le virate coordinate, indispensabili per non perdere una quota eccessiva ad ogni cambiamento di direzione.

In relazione alle condizioni meteorologiche ed alle abilità del pilota si possono effettuare vari tipi di volo:

  • Planata: in condizioni di aria calma è possibile effettuare una semplice planata con durata proporzionale alla differenza di quota tra decollo.
  • Veleggiamento dinamico: quando un vento relativamente costante è costretto a superare un ostacolo (colline o alture vicino al mare), esso si solleva ed è possibile rimanere in volo anche per ore.
  • Veleggiamento termico: quando è possibile sfruttare le ascendenze termiche che tendono a raccogliersi in prossimità dei rilievi montuosi e salire ben più in alto del punto di decollo. Il limite alla ascensione è rappresentato dalle nuvole e dal calo di temperatura e di ossigeno.

La nascita del Deltaplano risale al 1951 per opera dell’ingegnere aeronautico californiano Francis Melvin Rogallo. Rogallo brevettò una 'ala volante' che catturò l’interesse della NASA perché univa le caratteristiche di leggerezza del paracadute a quelle di manovrabilità, tipiche degli altri velivoli.

Tuttavia il primo uomo a volare nell’aria con un antenato del deltaplano fu nel 1800 Otto Lilienthal. Egli riuscì a perfezionare i suoi aquiloni in oltre 2000 lanci dalle colline o dai tetti delle case.

Negli anni '60, Moyes (un istruttore australiano di sci nautico), costruì i primi esemplari di ala Rogallo che trascinava sull'acqua, agganciati ad un motoscafo, riuscendo a sollevare lo sciatore che vi era appeso.

Nel 1970 comparvero i primi deltaplani per il pubblico di massa ad opera di Moyes e Bennet, ma gli incidenti, spesso mortali, evidenziarono alcuni carenze strutturali di estrema importanza. Seguì un decennio di evoluzione strutturale e di relativa 'esplosione' del fenomeno.

Poi, verso la metà degli anni '80, arrivò il Parapendio, che offrì a tutti la possibilità di volare in modo più semplice, ed il volo con il deltaplano è divenuto una attività prevalentemente agonistica.